Parigi: perché visitare la città delle luci

Ah Paris Paris, chi di voi non ha mai pensato di passare un’indimenticabile nuit a Parigi con la persona amata? La capitale francese meglio nota come la città delle luci, perché di notte grazie a tutti i suoi monumenti, strade e case illuminate, brilla come una stella. Proprio questa sua particolarità la rende la città meta degli innamorati di tutto il mondo che si ritrovano a passeggiare lungo la Senna per poi fermarsi ad ammirare la Tour Eiffel. Arrivare nella terra del romanticismo è molto semplice, ci sono ben tre aeroporti collegati molto bene con le città italiane.

veduta parigi

Le luci di Parigi di notte

Chi va a Parigi non può non andare a vedere il Louvre, il museo più famoso della città, oltre agli altri 180 musei piccoli e grandi che adornano il centro abitato; tra questi la grande novità il museo d’Orsay, costruito utilizzando i muri di una vecchia stazione, in cui si trovano i migliori esempi di arte moderna, dall’impressionismo ad oggi.

La prima tappa per chi visita Parigi è sempre la Torre Eiffel: sono trecento metri di ferro proiettati verso il cielo, una struttura possente, una forma inconfondibile. Fu costruita su progetto dell’ingegnere Alexandre-Gustave Eiffel, nel 1889, in occasione dell’Esposizione Internazionale che si teneva nella capitale francese. In cima vi sono oggi (ma non allora) antenne radio-televisive; ai piani intermedi ci sono ristoranti, bar, terrazze panoramiche. In realtà la torre è inutile come opera d’arte; La Torre Eiffel ssa è nata proprio come monumento titanico, simbolo delle strepitose conquiste della scienza e della tecnica nell’Ottocento, ovvero nell’Età del Progresso.

torre eiffel

Primo piano della Torre Eiffel

Molte sono le canzoni dedicate alla capitale francese, che hanno in qualche modo provato a descriverne la sua meravigliosa atmosfera e il suo inconfutabile fascino. Tra queste c’è Les Champs Elysées, in cui si narra la voglia di vivere, identificata con la varietà del famoso viale: «Sui Campi Elisi al sole, sotto la pioggia, a mezzogiorno o a mezzanotte, c’è tutto quello che volete, sugli Champs Elysées». Questa rappresenta la più bella strada di Parigi, lunga 3 km, ricca di alberghi di lusso, ristoranti, uffici e negozi. Se volete poi godere di una vista stupenda sui campi Elisi dovete salire sull’Arco di trionfo, altra grande attrazione di Parigi. L’orgogliosa capitale ha perso molti dei suoi antichi monumenti e del tessuto dei suoi quartieri storici a favore dell’urbanesimo del secondo impero e della III Repubblica, che ha creato degli insiemi grandiosi il cui fascino è oggi compromesso dalla circolazione stradale; si perdono così i quartieri popolari, che vengono sostituiti da un’architettura fredda, poco armonica e poco originale. Dell’epoca gallo-romana rimangono principalmente: le terme “di Cluny” e dell’epoca romana la struttura essenziale dell’abbazia di Saint-Germain-des-Près (ricostruita a partire dal 990). È con l’inizio del XII sec. e con l’arte gotica che le realizzazioni parigine divengono testimonianze dell’arte francese (supremazia che, in generale, fu mantenuta in seguito): la cattedrale di Notre-Dame (iniziate nel 1163), il coro di Saint-Germain-des-Près, la Sainte-Chapelle, parti risalenti al XIV sec. Della Conciergerie (resti del palazzo dell’Ile del ala Cité).

“Parigi più che una città è un mondo”: così scriveva oltre 400 anni fa il re di Francia Francesco I all’imperatore Carlo V.

Per dimensione ed importanza Parigi eclissa praticamente tutte le altre città della Francia. Pensiamo al turista medio che visiti i paesi d’Europa: in Italia ha molte mete che lo attirano, lo stesso in Spagna e in Germania. Invece la maggior parte dei turisti che giungono in Francia ha come prima destinazione se non unica, Parigi.

Chi non vuole tornare a Parigi “perché c’è già stato” deve aver capito ben poco di questa città: si può visitarla per mesi e se ne scopre sempre qualche angolo sconosciuto, qualche scorcio visto sotto una luce nuova che lo rende particolarmente suggestivo. E poi ci sono gallerie d’arte (come il Grand e Petit Palais) e centri culturali (come il Centre Pompidou) che offrono ogni anno programmi ricchi e aggiornatissimi, che già da soli solleciterebbero una visita. E pure essendo così grande è una città che si può girare comodamente senza automobile: la rete sotterranea di Métro parigino è capillare, rapida ed economica; e inoltre in alcuni punti costituisce un’opera d’arte: vale la pena osservare alcune stazioni (come quella di Porte Dauphine) in perfetto stile floreale Primo Novecento, o qualche vecchissimo vagone ancora in circolazione, con decorazioni ad in intreccio di linee geometriche.

Come spostarsi a Parigi

Per muoversi nella metropoli, consiglio la metro, con molte offerte che permettono di risparmiare (ad esempio la Paris visite). Il giro turistico può incominciare da qualunque parte, ma per seguire un ordine cronologico è bene partire da l’ Ile de la Cité, l’isola della Senna riconoscibile in distanza dalle due torri della cattedrale, Notre Dame. Su quest’isola sorse il primitivo insediamento dei Galli Parisii, che chiamarono la località Lutetia. Poi vi fu costruito il palazzo dei governatori Romani. Nel Medio Evo conservò questa funzione e fu contemporaneamente centro civile e religioso.Al di là della storia e della cultura a Parigi ci si può anche divertire; per questo non può mancare una visita al Moulin Rouge, famoso locale in cui si sperimentò l’eccentrico ballo del Can Can, e il parco divertimenti più famoso d’Europa, Disneyland, dove si torna bambini in un attimo. Parigi è eccezionale eppure il mio spirito patriottico mi porta a smorzare un po’ l’entusiasmo per questa città che perde luce se paragonata alle nostre meraviglie italiane.

 

‘A Maschera Napulitana

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