Alla scoperta del Castello Arechi di Salerno

Quando si visita Salerno, è inevitabile accorgersi della fortezza che si innalza sulla città indisturbata fin da tempi antichissimi: il Castello Arechi è sempre stato uno dei punti più alti della città da cui è possibile osservare Salerno e il suo golfo e ormai non è tanto difficile da raggiungere anche in auto. Questa fortezza medievale da secoli sovrasta il panorama della costa salernitana e rappresenta un po’ il ‘guardiano’ della città e dei suoi abitanti.

castello arechi salerno

Veduta del Castello Arechi

Visita al Castello Arechi: quando la storia passa per una fortezza

A ben 300 metri sul livello del mare si innalza su Salerno il maestoso Castello Arechi: la fortezza difensiva di quella che un tempo era la capitale del ducato, ha vissuto ben tre secoli di civiltà longobarda, ma in realtà il maniero esisteva già prima dell’avvento del principe che gli diede il nome, Arechi. Durante importanti indagini archeologiche svolte in anni recenti, è stato verificato, infatti, come la fase costruttiva più vecchia del castello risalga addirittura al periodo goto-bizantino, ovvero il VI secolo, mentre altri studiosi affermano addirittura che una prima costruzione risalga al III secolo, ovvero che appartenga all’epoca tardo-romana. Il castello, però, assunse un ruolo fondamentale solo durante il ducato del principe longobardo Arechi II, che prescelse la fortezza già esistente quale fulcro del suo regno apportandovi le necessarie modifiche. Il principe Arechi, infatti, ne ordinò la sopraelevazione e decise di rinforzare le mura antiche e il risultato fu un castello che, sia per natura che per arte, risultò sempre imprendibile al nemico. La caratteristica principale del Castello Arechi, infatti, è sempre stata quella di essere una struttura munita di tutti gli elementi costruttivi e militari necessari alla sua difesa e ciò si evince proprio dal fatto che il principe longobardo, dopo averlo rinforzato, inserì di fatto il maniero all’interno del sistema difensivo della città e dell’intero ducato, che all’epoca si estendeva da Benevento a Salerno.

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Panorama visto dal castello Arechi di Salerno

Scopriamo il Castello di Arechi: storia di un maniero inespugnabile

Il Castello di Arechi è formato da un nucleo centrale protetto da torri, unite tra loro da una cinta muraria rigorosamente merlata e da ponti levatoi: a nord ovest è possibile ammirare la torre di guardia, quella più nota e dall’aspetto imponente che ne sottolinea la validità difensiva, ovvero la “Bastiglia”. Successivamente ai miglioramenti operati da Arechi II, si verificarono altri ampliamenti mirati ad aumentarne l’efficienza e la funzionalità: la fortezza, infatti, permetteva anche a un numero esiguo di difensori di acquisire una posizione dominante durante la ritirata nel momento in cui il nemico fosse entrato all’interno del recinto urbano. Come accennato, il Castello rimase longobardo per tre secoli finché nel 1077 venne sottratto all’ultimo principe longobardo di Salerno, Gisulfo II, da Roberto il Guiscardo diventando così ufficialmente una fortezza normanna da usare per permettere l’invasione dei cavalieri nordici nel meridione d’Italia. Nel tempo sono cambiate le dominazioni territoriali, ma il Castello Arechi ha continuato a svolgere il ruolo per cui era nato: sia durante il dominio aragonese che angioino divenne l’elemento principale dello scacchiere difensivo del regno. Se nel 1820 la fortezza longobarda era ancora protagonista di una fallimentare congiura carbonara che intendeva provocare un’insurrezione popolare, più tardi il castello perse d’importanza con i cambiamenti avvenuti nelle tecniche di guerra, per cui fu del tutto abbandonato a partire dal XIX secolo. I Conti Quaranta sono stati gli ultimi proprietari del Castello Arechi, che decisero di vendere alla Provincia di Salerno nel 1960. Al restauro avvenuto nel 1992, il castello è tornato a splendere sulla cima del monte Bonadies in tutta la sua imponenza quale simbolo della città. Oggi a chi visiti la roccaforte sembrerà di rivivere l’atmosfera e le suggestioni dell’epoca medievale grazie alla presenza di un nucleo museale, di una sala mostre e di un salone per congressi.

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