Gli archi del diavolo: l’acquedotto medievale di Salerno

Chiunque si trovi ad attraversare il centro di Salerno non può non restare colpito dall’antico acquedotto medievale di Salerno che ancora svetta tra le vie principali della città: i suoi archi (del diavolo) rappresentano a tutt’oggi un’attrazione curiosa per il turista, mentre qualche salernitano più superstizioso non oserà avvicinarvisi in determinate ore del giorno a causa della leggenda che viene tramandata sugli spiritelli maligni che dimorano sull’acquedotto.

Acquedotto Medievale di Salerno

Acquedotto Medievale di Salerno

La vera storia delle origini dell’acquedotto medievale di Salerno

Nel centro città tutt’oggi è possibile ammirare in tutta la sua imponenza l’antico acquedotto medievale di Salerno: la costruzione risulta ancora formata da due rami, nord-sud ed est-ovest, e si trova proprio in corrispondenza dell’incrocio tra le attuali via Arce, via Gonzaga, via Velia e via Fieravecchia. Due corpi dell’acquedotto si innalzano fino a raggiungere quello che negli anni ‘30 era noto come l’altopiano della Torretta, oggi meglio conosciuto come il rione dei Mutilati, mentre il terzo corpo di archi ‘ritorna’ verso la più centrale via dei Principati. L’acquedotto sembrerebbe risalire al IX secolo: sebbene esistano alcune teorie che lo vogliono costruito prima e altre che ne decretano la costruzione dopo il IX secolo, fatto sta che l’acquedotto fu eretto quasi sicuramente tra la fine del IX e l’inizio dell’XI secolo, quindi proprio durante il regno dei principi longobardi. Lo storico salernitano Vincenzo de Simone, diversamente da altri, ritiene che la costruzione dell’acquedotto medievale di Salerno si potrebbe addirittura retrodatare dato che è evidente come formi un tutt’uno con il corpo militare longobardo della Torretta e del Castello di Arechi. Tralasciando queste ‘dispute’ storiche, l’acquedotto ancora oggi rappresenta un vero pezzo raro a livello globale: in quell’epoca, infatti, non solo non esistevano altri acquedotti in occidente, ma nemmeno costruzioni in cui fosse usato l’arco acuto. L’acquedotto medievale di Salerno, infatti, presenta archi di stile diverso, da quelli acuti a quelli a tutto sesto e asimmetrici, il che non fa che sottolineare le diverse influenze culturali che la città subì nel corso dei secoli sia per la presenza del porto che della Scuola Medica Salernitana. Da dove proveniva l’acqua che attraversava gli archi? Le acque che venivano immesse attraverso l’acquedotto erano quelle del torrente Rafastia che, dal IX secolo fino agli anni ‘50 del 900, i salernitani hanno continuato a usare: oggi, purtroppo, l’acquedotto medievale di Salerno non svolge più il suo compito tanto che è stato completamente inglobato nel tessuto urbano della città che lo nasconde alla vista di chi attraversa la zona.

Conoscete la leggenda degli archi del diavolo?

Inutile dire quante siano le leggende sulla costruzione dell’acquedotto che si sono col tempo diffuse, al punto che oggi qualsiasi salernitano quando parla dell’acquedotto non può fare a meno di menzionarle: volete sapere la leggenda più nota che vuole l’acquedotto conosciuto come il ‘ponte re riavule’, ovvero del ponte dei diavoli? La leggenda vuole che l’alchimista Piero Barliario, considerato un vero stregone all’epoca e grande conoscitore di chimica e della trasformazione della materia, costruì l’acquedotto medievale di Salerno grazie all’aiuto del Diavolo in una sola notte, dando così ai salernitani la possibilità di essere riforniti d’acqua. La leggenda degli ‘archi del diavolo’, demonizzati dal popolino impressionato soprattutto dalla forma degli strani archi ogivali mai visti prima, è stata tramandata di salernitano in salernitano e, soprattutto, ai più piccoli si racconta che se ci si trova sotto gli archi maledetti nelle ore dell’alba o del tramonto è possibile vedervi danzare diavoletti e spiritelli maligni. Quando Salerno subì i bombardamenti durante l’ultima guerra mondiale, l’unica costruzione a non cedere sotto le bombe fu proprio l’acquedotto medievale di Salerno, così come non ha ceduto durante il famoso terremoto del 1980: il ‘ponte re riavule’ è rimasto eretto senza mai dare alcun segno di cedimento… che sia stato davvero il Diavolo a costruirlo?

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